Entrare in una classe della secondaria di primo grado significa immergersi in un mosaico di storie, talenti e fragilità. In un mosaico i colori cambiano continuamente e ogni frammento, per quanto piccolo o "irregolare", è fondamentale per creare l'immagine finale.
Partendo da questa consapevolezza, il progetto benessere di quest'anno ha voluto esplorare questo incastro perfetto attraverso un percorso dal titolo: "W le differenze, W la partecipazione".
Oltre l'alimentazione e lo sport
Quest’anno abbiamo scelto di ampliare il concetto di benessere: non più solo corretta alimentazione o attività motoria, ma un’inclusione attiva. Il benessere, infatti, riguarda soprattutto il sentirsi scelti, accolti e parte di un gruppo.
In una società multietnica e in una fase della crescita così delicata, la "paura di essere diversi" e il desiderio di conformarsi sono spesso i nemici numero uno. Con questo progetto vogliamo ribaltare la prospettiva: la diversità — fisica, di origine, di lingua, di ritmo di apprendimento o di carattere — non è un ostacolo, ma la nostra più grande risorsa.
Stare bene a scuola significa sentire che la propria unicità non è un peso, ma un pezzo indispensabile di un caleidoscopio collettivo.
Protagonisti, non spettatori
Il cuore del progetto è la partecipazione. Siamo convinti che non ci sia salute senza protagonismo; per questo abbiamo chiesto ai ragazzi di non essere semplici spettatori, ma costruttori del clima di classe. Le attività sono state molteplici e coinvolgenti:
Dialogo e confronto: discussioni in piccoli gruppi su differenze fisiche, religiose e culturali.
Viaggi multiculturali: abbiamo esplorato luoghi lontani attraverso i racconti dei compagni, imparando e condividendo parole in lingue diverse.
Empatia e corpo: i ragazzi si sono cimentati in attività sportive e giochi di abilità con limitazioni fisiche, per comprendere concretamente il valore dell'accessibilità.
Scienza e consapevolezza: attraverso un approfondimento sulla genetica e sulle fragilità intellettive, abbiamo cercato strategie comuni per rendere la partecipazione un diritto di tutti.
Una scuola che cura
Vogliamo che questo percorso non rimanga confinato tra le mura dell'aula. L'obiettivo è formare cittadini capaci di ascoltare, che non temano il confronto e che capiscano che "stare bene" è un verbo che si declina al plurale.
La salute è un cantiere sempre aperto che inizia tra i banchi e si espande verso la società. Celebrare le differenze significa gettare le basi per una crescita serena e consapevole. Perché, in fondo, una scuola che include è una scuola che cura.
Prof.ssa Giovanna Labella